La
maggior parte dei bambini nasce senza apparenti difetti congeniti.
Tuttavia il 4 - 5% dei neonati presentano anomalie strutturali
che possono essere maggiori o minori. Ogni donna, indipendentemente
dalla sua età, ha un piccolo rischio, stimato in 1:100
casi, di partorire un bimbo con un handicap fisico e/o mentale.
Nella maggioranza di questi casi l’handicap è dovuto
ad anomalie cromosomiche come la Sindrome di Down. L’unico
modo per conoscere con certezza prima della nascita se il feto
sia affetto o no da un’anomalia
cromosomica è quello di effettuare un’indagine
invasiva come il prelievo dei villi coriali o l’amniocentesi.
Queste indagini hanno un rischio d’aborto aggiuntivo che
oscilla dallo 0,5% all’ 1%; per questo motivo il Servizio
Sanitario Nazionale (S.S.N.) le ha riservate alle donne che hanno un rischio di base più
alto, come quelle che hanno 35 anni compiuti al momento della
gravidanza.
Fig. 1: Feto a 12 + 4 sett. Visualizzazione NT e NB.
COSA
SI PUO’ FARE se non si rientra in un gruppo a rischio?
Si può accedere ad un test di screening, un esame che valuta la probabilità statistica che il feto possa
essere affetto da una patologia cromosomica maggiore, e che si limita a suggerire o rafforzare l'idea di
effettuare test diagnostici invasivi.
I test di screening sono esami ecografici sul feto e/o indagini biochimiche sul sangue materno, per mezzo
delle quali si dosano alcune sostanze che possono variare nelle quantità qualora siano presenti alcune
patologie cromosomiche. Non sono esami invasivi (quindi non comportano rischi per la madre e/o per il
feto), e forniscono un risultato che indica un rischio di probabilità. Essi ci dicono in pratica se il rischio di
patologia cromosomica fetale è maggiore o minore del rischio atteso in funzione dell’età materna. Il test può
fornire un risultato positivo per alterazioni cromosomiche, anche in assenza di reale patologia, e ciò succede
in circa 1 volta ogni 20 casi (5% di falsi positivi). Purtroppo, molto più raramente, può risultare negativo
anche in presenza di un difetto cromosomico fetale (falsi negativi). Lo screening consente di identificare tra
tutte le gestanti quelle che risultano avere un rischio uguale o superiore a 1 su 350 (test positivo); solo a
queste pazienti viene offerta la possibilità di accedere ad un’indagine invasiva e ottenere il cariotipo fetale.
Esistono diverse metodiche, con sensibilità (capacità
di far sospettare una malattia cromosomomica) che oscilla
dal 60 al 90%, e ciò rende inevitabile che circa 1
caso su 10 non venga riconosciuto dai test (vedi tabella 1).
Tabella
1.Confronto tra i vari metodi di Screening del rischio di cromosomopatia

La Struttura Semplice di Diagnostica prenatale per Immagini
ed Invasiva
dell’Ospedale
Evangelico Internazionalepuò effettuare (quando la gravida lo richiede) uno screening ecografico delle anomalie
cromosomiche mediante determinazione della translucenza nucale (NT) durante l’esecuzione dell’ecografia
ostetrica del I trimestre, con l’evidenziazione dell’Osso Nasale (NB) quando questo sia possibile.
Dal 2007 ci atteniamo alle Linee guida della Fetal Medicine Foundation (la Fondazione medica
internazionale che ha verificato su larga scala, promosso e diffuso tale metodo) e sono schematizzate nella
tabella sottostante dove la popolazione viene divisa in tre fasce di rischio (basso, intermedio e alto).

Che cos’è la translucenza nucale?
La translucenza nucale (NT) è dovuta ad un piccolo accumulo di fluido localizzato nella regione nucale del
feto fra la cute ed i tessuti sottostanti e può essere misurata mediante un’ecografia che viene eseguita fra la
11ª e la 14ª settimana (fig. 1). La sua misurazione consente di determinare il rischio statistico per la sindrome
di Down e per altre patologie o Sindromi genetiche più rare.
In linea generale, maggiore è lo spessore della
NT, maggiore è il rischio che il feto sia affetto da anomalie cromosomiche (in particolare la sindrome di
Down e, meno frequentemente, le trisomia 13 e 18), da malformazioni cardiache o sindromi genetiche varie.
Va ricordato che si tratta di un test di screening (cioè della valutazione di una probabilità di malattia) e non
di un esame diagnostico.
Pertanto va sottolineato che:
la negatività dell’esame riduce il rischio ma non
lo azzera;
la positività del test NON implica necessariamente che
il feto sia affetto dalla malattia, ma che il rischio è
sufficientemente elevato da poter
giustificare una procedura diagnostica ulteriore.
La diagnosi di certezza può essere ottenuta solo attraverso l’indagine citogenetica fetale (esame
cromosomico su cellule fetali dopo villocentesi o amniocentesi).
In caso in cui il risultato è indice di un rischio aumentato, anche quando il cariotipo fetale risulti normale, è
consigliabile effettuare comunque un’ecografia ostetrica dettagliata ed un’ecocardiografia fetale in un’epoca
compresa tra la 18a –22a settimana di gravidanza, al fine di ricercare eventuali malformazioni fetali non su
base cromosomica.
Perché è importante vedere:
a) l'osso nasale
I risultati degli studi più recenti hanno evidenziato che esaminare il profilo del feto, durante l’ecografia
eseguita tra 11 e 14 settimane, ha implicazioni importanti per lo screening delle anomalie cromosomiche,
considerato che la regolare presenza dell’osso nasale ha un impatto sicuramente favorevole sul calcolo del
rischio per la sindrome di Down. I dati della letteratura scientifica dimostrano che, durante questo periodo
della gravidanza, l’osso nasale non è visibile in circa il 60-70% dei feti affetti da sindrome di Down. E’
importante rilevare, però, come l’assenza dell’osso nasale correla con lo spessore della translucenza nucale,
le dimensioni del feto e l’etnia della madre: infatti, risulta essere più facilmente assente se lo spessore della
translucenza nucale è aumentato, se le dimensioni del feto sono più piccole e se la madre ha origini afrocaraibiche
b) l'insufficienza della tricuspide
I risultati degli ultimi studi suggeriscono che la valutazione del flusso della valvola tricuspide fetale in
questo periodo porta benefici sia per il test di screening delle anomalie cromosomiche sia per sospettare la
presenza di difetti cardiaci fetali.
c) l'angolo facciale
mascella è più piccola e posta all’indietro. Questo produce un angolo ottuso tra le linee poste sulla mascella e
sulla fronte. C’è da dire che il 5% dei feti normali può presentare questo segno.
Tutte queste variabili sono ovviamente tenute in considerazione durante l’elaborazione del calcolo del
rischio individuale soprattutto quando questo rischio è maggiore di 1:50
Quando sottoporsi al test di screening?
È consigliato sottoporsi ad un test di screening:
se si è disposti ad accettare un risultato di probabilità
e non di certezza
se
si è disposti ad accettare un eventuale esame invasivo
nel caso in cui il test di screening indichi un aumentato rischio.
È sconsigliato sottoporsi ad un test di screening
se
si desidera avere un risultato diagnostico più certo;
in questo caso conviene rivolgersi direttamente all'amniocentesi
o alla villocentesi e assumersi il rischio di abortività
aggiunta dello 0,5%
Che tipo di referto viene consegnato?
Il calcolo del rischio viene eseguito da un apposito programma statistico computerizzato che tiene in
considerazione la variabilità soggettiva materna e fetale in rapporto all’epoca gestazionale (età materna,
valore in mm. dell’NT, etnia, precedenti figli con anomalie cromosomiche, presenza/assenza dell’osso nasale,
frequenza cardiaca, insufficienza della tricuspide, angolo facciale ecc.). Al termine dell’esame vienecomunicato alla donna se il rischio relativo specifico individuale è aumentato o diminuito rispetto al rischio
individuale di base. Per esempio: se prima dell’esame il rischio di base per una donna di 34 anni, di etnia
caucasica e senza precedenti figli affetti da cromosomopatie, era di 1/312, dopo l’esame, il rischio
ricalcolato in funzione delle variabili considerate, potrà essere uguale a quello di una donna di 30 anni
(1/626) o, viceversa, essere uguale quello di una donna di 40 anni (1/68).
La misurazione della NT e dell’osso nasale, dell’insufficienza della tricuspide, del dotto venoso e dell’angolo
facciale richiedono perizia ed una notevole manualità e una favorevole posizione fetale. Le linee guida per
l'esecuzione dell'esame sono state stabilite dalla Fetal Medicine Foundation di Londra che accredita i medici
dopo un opportuno training e specifiche prove pratiche, con una certificazione soggetta a controllo periodico
annuale.
Il Dott. Walter INSEGNO
è accreditato dalla Fetal Medicine Foundation dal giugno del 2000 con il n° 17499
per quanto riguarda la Translucenza nucale, dal novembre 2008 per quanto riguarda l’Osso nasale e
l’insufficienza tricuspidale e dal gennaio 2010 per quanto riguarda l’Angolo facciale.
Ulteriori informazioni e l'elenco completo è disponibile sul sito della Fetal Medicine Foundation
(http://www.fetalmedicine.com).
E se la Translucenza nucale (NT) è aumentata?
Non è il caso di allarmarsi troppo. Questo non indica necessariamente che il feto sia realmente affetto.
Ricordiamoci che si tratta di un esame di screening e non di un esame diagnostico. Nella grande
maggioranza dei casi, una volta escluse le anomalie cromosomiche, il bambino che nascerà sarà in buona
salute!
Spessore
NT |
Anomalie
cromosomiche |
Morti
fetali |
Malformazioni
fetali maggiori |
Neonati
vivi e in buona salute |
<95°
centile |
0.2% |
1.3% |
1.6% |
97% |
95°-99°
centile |
3.7
% |
1.3% |
2.5% |
93% |
3,5-4,4
mm. |
22.1
% |
2.7% |
10% |
70% |
4,5-5,4
mm. |
33.3% |
3.4
% |
18.5% |
50% |
5,5-6,4
mm. |
50.5
% |
10.1% |
24.2% |
30% |
>6,5
mm. |
64.5
% |
19
% |
46.2% |
15% |
Tabella
2. Correlazione tra spessore della translucenza
nucale e prevalenza di anomalie cromosomiche, aborti o morti
fetali e malformazioni fetali maggiori (modificato sa Souka
et al.)
Le
donne che hanno ottenuto un risultato con rischio aumentato
(probabilità più alta di 1 su 350) possono effettuare
gratuitamente una diagnosi prenatale invasiva per il controllo
del cariotipo fetale (villocentesi o amniocentesi).
E
se la Translucenza nucale è normale?
Uno spessore minore della NT indica che il feto è a
basso rischio per anomalie cromosomiche, per malattie genetiche
o cardiopatie ma non esclude che possa in realtà esserne
affetto.
Consenso
informato screening 