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Chirurgia della Cataratta
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Cataratta

Degenerazione Maculare da proliferazione angiomatosa intraretinica / Edema Maculare Diabetico Diffuso

Trattamento con INIEZIONE ENDOVITRALE DI TRIAMCINOLONE


Terapia - Complicanze - Trattamento - Conclusioni


La terapia intravitreale con Triamcinolone Acetonide (IVTA):
Negli ultimi cinque anni circa abbiamo assistito al ritorno alla ribalta di un farmaco steroideo, il Triamcinolone Acetonide (TA) che era già in uso nel mondo oftalmologico come farmaco ad emivita medio-lunga (simil "depot") per inoculazione periorbitaria, in sede sottotenoniana o lungo il pavimento orbitario. Machemer, Graham, Peyman, Tano alla fine degli anni '70 diedero inizio ad una serie di studi iniettando degli steroidi nella cavità vitrea sia in modelli animali che nell'uomo, dimostrando l’assenza di effetti tossici per le strutture endoculari e l'efficacia in molteplici situazioni cliniche. Gli impieghi finora riportati in letteratura sono vari, e certo, come spesso accade per le nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche, se da un lato è giusto considerarle, dall'altro è indispensabile avere un approccio serio e motivato, prudente e responsabile.
Il Triamcinolone Acetonide ha dimostrato potenti capacità antiangiogenetiche nei confronti della neovascolarizzazione sottoretinica nei primati: inibisce la vitreoretinopatia proliferante nel coniglio e la neovascolarizzazione retinica dopo insulto ischemico nel maiale, la proliferazione fibroblastica nell'occhio umano. Il meccanismo d'azione implica un'azione diretta sulle cellule endoteliali ed un'azione indiretta di inibizione della migrazione ed attivazione dei macrofagi, dei mastociti e di altre cellule infiammatorie che rilasciano fattori di crescita angiogenici.
L'inibizione del ricambio della matrice extracellulare vascolare con conseguente alterazione endoteliale e la morte cellulare.
Quanto all'effetto sull'edema maculare, in realtà al di là delle prove cliniche, il meccanismo d'azione è al momento solo ipotizzato. Conosciamo l'effetto antinfiammatorio degli steroidi perché interferiscono con la cascata dell'acido arachidonico, i cui prodotti (prostaglandine) sono responsabili della rottura della barriera ematoretinica interna. Questa azione può spiegare l'efficacia del farmaco nell'EMC postchirurgico e postuveitico. Per gli altri casi sono due le ipotesi: che lo steroide riduca la permeabilità capillare retinica migliorando l'efficacia o aumentando il numero delle tight junctions endoteliali, ovvero che inibisca la via metabolica del VEGF, responsabile di un'azione proedemigena e proneovascolare, ma di quest'ultimo meccanismo non ci sono dati sull'occhio.
Le cause più frequenti di edema maculare (EM) sono la retinopatia diabetica, l'occlusione venosa retinica e le uveiti croniche.
L'applicazione del triamcinolone intravitreale più indagata finora è quella dell'edema maculare cistoide o diffuso secondario a retinopatia diabetica.
Massin e collaboratori hanno pubblicato i risultati preliminari di uno studio prospettico controllato su 12 pz seguiti per almeno 3 mesi e comunque non oltre i sei mesi, valutando l'efficacia di 4 mg di farmaco sulla base dell'acuità visiva e dello spessore maculare misurato con OCT. I pazienti arruolati erano stati sottoposti già a trattamento laser dell'EM senza efficacia. Gli autori hanno dimostrato una significativa riduzione dello spessore maculare a 4 e 12 settimane dal trattamento, con una recidiva dell'edema al controllo a 24 settimane in 5 su 12 soggetti. Quanto all'acuità visiva, non è stata dimostrata una efficacia del trattamento almeno a breve termine.
Analoghi risultati erano già stati ottenuti da Martidis e coll. in uno studio non controllato con il 55% e 58% di riduzione dello spessore maculare a 1 e 3 mesi dal trattamento con 4 mg.
Jonas e coll., seppur con dosi maggiori (25 mg), hanno ottenuto un miglioramento dell'acuità visiva nell'81% dei casi a partire da 1 mese fino a sei mesi dopo l'iniezione, con riduzione statisticamente significativa del leakage fluoresceinico.
Park e coll. (4) hanno trattato 10 casi di edema maculare secondario all'occlusione della vena centrale della retina, ottenendo una riduzione dello spessore maculare all’OCT ed un miglioramento dell’acuità visiva statisticamente significativo nell’ambito di un follow-up medio di circa 5 mesi.
L'edema maculare cistoide postuveitico è stato trattato con IVTA in una piccola serie di casi, 12 in totale negli unici due lavori significativi, con 4 mg in entrambi i lavori e con una risposta terapeutica dimostrata tra le 4 e le 12 settimane dal trattamento sia in termini di acuità visiva che con riduzione dello spessore maculare all'OCT. Entrambi i lavori però riportano un tasso di recidiva quasi del 100% dopo 12 settimane dal trattamento e in 6/12 pazienti si è osservato un ipertono secondario che in un caso è stato controllato con la trabeculectomia. Il triamcinolone acetonide è stato inoltre valutato in corso di vitrectomia via pars plana (VPP) come coadiuvante nella visualizzazione e rimozione della ialoide posteriore e antinfiammatorio locale.
Il Triamcinolone Acetonide ha dimostrato nei topi la capacità di inibire la neovascolarizzazione sottoretinica laser indotta. Ha inoltre capacità antiedemigene, come abbiamo più volte già indicato. Gli entusiasmi dei primi lavori sono stati raffreddati dal lavoro di Gillies e coll. che è anche quello con il più lungo follow-up finora pubblicato. Una singola iniezione di 4 mg in 0,1 ml in 73 occhi affetti da NVSR classica non ha dimostrato efficacia sul rischio di perdita visiva in uno studio a doppio cieco, randomizzato contro placebo, con un follow-up di 1 anno; per contro è stata osservata una riduzione o una stabilizzazione della NVSR a tre mesi significativamente più importante che nel gruppo controllo. Più recentemente Jonas e coll. hanno valutato l’efficacia sull’acuità visiva di due consecutive IVTA in 13 pazienti con NVSR occulta o prevalentemente occulta con un follow-up medio dopo la seconda iniezione di circa 5 mesi. Gli autori hanno riportato un miglioramento statisticamente significativo dell’acuità visiva rispetto al gruppo di controllo.
Spaide e coll. hanno riferito di 26 pazienti affetti da NVSR subfoveale di qualunque tipo, trattati con terapia combinata PDT e successiva IVTA. Del gruppo 13 pazienti non erano mai stati trattati e 13 erano già stati sottoposti ad un trattamento PDT. I risultati presentati suggeriscono un'azione sinergica delle due terapie con un miglioramento dell'acuità visiva e un minor numero di ritrattamenti nei due gruppi rispetto alla letteratura. Seppure con pochi pazienti e senza un'omogeneità nella selezione dei casi, lo studio propone la possibilità di coadiuvare l'efficacia della terapia fotodinamica con la contemporanea riduzione dell'essudazione e con l'effetto antiangiogenetico del triamcinolone.
I cristalli di TA si depositano sulla ialoide posteriore consentendone la visualizzazione in corso di vitrectomia ai fini di una completa rimozione (16), analogamente a quanto accade per il verde di indocianina per la membrana limitante interna (17), con un potenziale effetto antinfiammatorio locale utile dopo l’intervento. Inoltre è stato suggerito in suo impiego per via intravitreale prima dell’intervento per cataratta in occhi a rischio o già colpiti da rubeosis iridis per retinopatia proliferante, per prevenire o contrastare il glaucoma neovascolare secondario.

Complicanze
Essendo una pratica invasiva, non vanno trascurati gli effetti indesiderati associati e le possibili complicanze.
· endoftalmite settica 0,9% (1) o asettica (19-21);
· ipertensione oculare 25% (12); 52% (22);
· emorragia sottocongiuntivale e/o endovitreale;
· insorgenza/progressione di cataratta (fino al 60%) (11-12);
· distacco di retina, in percentuale ancora non definita, ma che possiamo stimare del 1-5%;
· dolore, arrossamento oculare, sensazione di corpo estraneo;
· transitoria comparsa di corpi mobili (cristalli di farmaco liberi in camera vitrea).
Alcuni autori consigliano il trattamento con steroide topico nelle 4 settimane precedenti l'iniezione intravitreale per valutare gli "steroid responders" ed eventualmente escluderli dal trattamento intravitreale.

Protocollo di trattamento
Il protocollo suggerito può essere così schematizzato:
· 4 mg di TA in 0,1 ml di BSS o soluzione Ringer lattato introdotti in camera vitrea via pars plana con una iniezione con un ago da 27 o 30 G introdotto a 3,5- 4 mm dal limbus in un paziente supino in un setting operatorio sterile, dopo aver preparato il campo operatorio con instillazione nel sacco congiuntivale di iodopovidone 5%;
· paracentesi (facoltativa) della camera anteriore a scopo ipotonizzante;
· medicazione con collirio antibiotico;
· automedicazione domiciliare con collirio antibiotico per sette giorni, antibiotico per via generale, collirio ipotonizzante.
Al paziente viene chiesto di tenere il capo in posizione eretta per almeno due ore dopo il trattamento onde evitare la distribuzione dei cristalli di TA al davanti del polo posteriore con disturbo della visione centrale (floaters).
I controlli devono essere eseguiti dopo 1, 7, 15, 30 giorni e poi secondo valutazione personale. I primi controlli sono infatti rivolti a identificare precocemente una eventuale endoftalmite ed a monitorizzare il tono oculare, oltre alla funzione visiva.

Conclusioni
La terapia con Triamcinolone Acetonide per via intravitreale va mostrando un grande potenziale di efficacia in condizioni, quali l’edema maculare cistoide, per le quali le armi terapeutiche in nostro possesso non sono pienamente efficaci. Questo iniziale entusiasmo, però, va controllato facendo attenzione a due aspetti:
· vanno definite con chiarezza le reali indicazioni a questa terapia, sulla base di studi di efficacia con casistica numericamente qualificata;
· vanno chiariti gli aspetti medico-legali relativi alla somministrazione di un farmaco per via non indicata nell’autorizzazione ministeriale.



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