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Chirurgia della Cataratta
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Cataratta

INTERVENTO DI CORREZIONE DELL'ECTROPION

Cos'è l'Ectropion - Raccomandazioni preoperatorie - Intervento - Decorso - Cosa fare dopo l'operazione? - Complicanze


Cos'è l'Ectropion?
L'ectropion consiste nell'eversione del margine libero della palpebra inferiore che perde il contatto con il bulbo oculare.
Il mancato contatto con la cornea provoca la esposizione, e quindi la mancata protezione, della superficie oculare ed inoltre la difficoltà di allontanare le lacrime.
I principali sintomi conseguenti all'esposizione della congiuntiva e della cornea sono la lacrimazione, l'eczema della cute palpebrale, l'irritazione oculare, la sensazione di corpo estraneo e, negli stadi più avanzati, la cheratite da esposizione.
L'ectropion di solito è acquisito, il più delle volte si osserva in età senile in relazione a processi involutivi che indeboliscono le strutture palpebrali ed i loro tendini.
Meno frequentemente è cicatriziale per carenza di cute, per traumi, per ustioni o alterazioni dermatologiche.
Può anche essere paralitico per paralisi del nervo faciale e meccanico per il peso esercitato sul bordo da neoformazioni palpebrali.

Raccomandazioni preoperatorie generali
- Restare digiuni (né bere né mangiare) durante le otto ore che precedono l'ora prevista dall'intervento.
- Qualora l'interessato segua una determinata terapia medica questa può essere mantenuta anche nel giorno dell'intervento previo parere del chirurgo. In particolare è importante concordare con il chirurgo l'uso di farmaci che fluidificano il sangue in quanto, in genere, devono essere sospesi o modificati in relazione alle condizioni generali del soggetto ed alle necessità contingenti operatorie.
- Non utilizzare rossetto per labbra o smalto sulle unghie o qualunque altra cosa che possa impedire la sorveglianza del naturale colorito corporeo durante l'intervento.
durante l'intervento.
- Evitare di applicare le lenti a contatto e di truccare gli occhi.
- Provvedere ad essere accompagnati da una persona valida e responsabile.
- Si consiglia di avere a disposizione degli indumenti confortevoli (pigiama e vestaglia).
- Si consiglia di non portare gioielli od oggetti di valore.

PROCEDURA CHIRURGICA
L'intervento viene eseguito in un ambiente sterile (sala operatoria), normalmente in anestesia locale associata o meno ad una sedoanalgesia (utilizzazione di farmaci per via generale che riducono il dolore e l'ansia) e solo in casi particolari in anestesia generale.
L'intervento chirurgico ha lo scopo di migliorare la funzionalità e l'aspetto della palpebra.

DECORSO POST-OPERATORIO

Al soggetto viene applicato un bendaggio per qualche giorno.
E' necessaria una terapia con colliri o pomate per circa 2 settimane.
Le suture vengono rimosse, se utilizzate di materiale non riassorbibile, nei giorni successivi all'intervento, prima o dopo, in funzione della cicatrizzazione.
Dopo l'intervento si manifestano normalmente degli effetti collaterali quali: arrossamento oculare, aumento della lacrimazione, fotofobia (fastidio alla luce), variabile offuscamento della visione, edemi(gonfiore), ecchimosi(lividi) e discromie (cambiamenti della colorazione dei tessuti cutanei).
Tali effetti collaterali soprariportati persistono generalmente per pochi giorni, raramente per qualche settimana.

RACCOMANDAZIONI POSTOPERATORIE GENERALI
- Non si è autorizzati a ripartire da soli ed a condurre veicoli, per i bambini l'accompagnatore non può essere quello che conduce l'auto.
-Provvedere ad una persona che possa restare con l'operato a domicilio durante la notte dopo l'intervento.
- E' possibile bere e mangiare leggero ed è bene astenersi dall'assunzione di alcolici.
- Non sono utilizzabili apparecchiature potenzialmente pericolose e non è opportuno prendere decisioni importanti poiché lo stato di coscienza potrebbe essere alterato.
- Non è consigliabile guidare veicoli nelle prime 72 ore.
- Non si devono fare sforzi(attività sportiva o lavori pesanti) nei primi 10 giorni successivi all'intervento.
- Non è consigliabile l'uso di lenti a contatto per 2 settimane.

COMPLICAZIONI

Normalmente, l'intervento di correzione dell'ectropion è considerato sicuro ma alcune complicanze possono presentarsi.
- Ipocorrezione: è possibile e può necessitare di un ulteriore intervento chirurgico.
- Sanguinamento: si può manifestare durante e più raramente dopo l'intervento anche con esami ematochimici (del sangue) normali e con tecniche chirurgiche adeguate.
Molto raramente necessita della riapertura della ferita o di drenaggio.
- Diplopia (visione doppia): è una complicanza rara che in genere si manifesta nell'immediato post-operatorio ed è dovuta nella maggior parte dei casi all'effetto anestetico sulla muscolatura oculare.
- Deiscenza (apertura) della ferita per scarsa cicatrizzazione: è necessario riapporre le suture.
- Chemosi congiuntivale (scollamento della membrana trasparente, la congiuntiva, che avvolge l´occhio per raccolta di liquido): sempre autorisolvente nel tempo.
- Emorragia sottocongiuntivale (appare come una macchia rossa sulla sclera): si riassorbe spontaneamente in alcuni giorni.
- Infezione: è rara dopo l´intervento in quanto è limitata dalla ricca vascolarizzazione dei tessuti palpebrali.
E´ risolvibile con una terapia antibiotica adeguata.
- Perdita transitoria della sensibilità palpebrale per lesioni ai piccoli rami nervosi che veicolano la sensibilità cutanea: si risolve generalmente con una completa restituzione della integrità in 60-90 giorni.
- Perdita di un certo numero di ciglia: spesso è transitoria e le ciglia ricrescono dopo qualche settimana, talvolta è permanente.
- Secchezza oculare e sofferenza corneale: in alcuni casi si possono manifestare dopo un intervento, più frequentemente in soggetti già affetti da secchezza oculare.
Tale problema è generalmente autorisolvente ma necessita talvolta
dell´uso, anche prolungato, di lubrificanti oculari (colliri di lacrime artificiali)
- Cicatrici antiestetiche ed ipertrofiche: sono rare.
- Danno delle vie lacrimali: è raro e consegue alla lesione del canalino lacrimale nella correzione dell´ectropion prevalentemente mediale.

   



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