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La
cataratta
Domande
e risposte
1 Cos'e' il cristallino?
Il cristallino è una parte dell'occhio che contribuisce a mettere
a fuoco le immagini sulla retina. La retina è un sottile strato
di tessuto nervoso sensibile alla luce che invia segnali visivi al cervello.
Il cristallino ha la forma di una lenticchia e si trova dietro all'iride,
la parte colorata dell'occhio. Nel processo di messa a fuoco, il cristallino
cambia la sua forma diventando più spesso quando osserviamo gli
oggetti vicini e più sottile quando osserviamo gli oggetti lontani.
2 Cos'è la cataratta?
Il cristallino è composto principalmente di acqua e proteine.
Queste sono orientate in modo tale da mantenerlo trasparente per permettere
il passaggio della luce verso la retina. Queste proteine possono, per
alterazioni del contenuto acquoso del cristallino creare degli agglomerati
che sono meno trasparenti. Con il tempo, questi possono aumentare provocando
l'insorgenza di cataratta e quindi un annebbiamento della visione.
Sebbene la ricerca stia facendo molti progressi, nessuno conosce con
precisione le vere cause della cataratta. Si sa che vi sono fattori
di rischio come il fumo o il diabete e si sa che alcune cataratte sono
legate ad alterazioni di vitamine e minerali.
Alcune proteine potrebbero comunque alterarsi semplicemente a causa
dell'età. Numerosi studi sono in corso per cercare farmaci o
sostanze che potrebbero prevenire la cataratta, ma non hanno ancora
prodotto risultati soddisfacenti.
3 Quali sono i sintomi della cataratta?
I sintomi più comuni sono:
visione annebbiata o sfuocata
problemi visivi con le luci, per esempio i fari delle macchine che ci
vengono incontro, o i lampioni di strada, o aloni attorno alle lampadine
o al sole.
alterata visione dei colori
visione doppia
necessità di cambiare frequentemente la prescrizione degli occhiali.
Tuttavia questi sintomi possono essere anche indicativi di altre patologie
oculari, per cui se il paziente ne presenta alcuni, dovrebbe effettuare
una visita da un oculista per accertarne la causa.
Le cataratte in fase iniziale possono non provocare alcun sintomo e
tendono a svilupparsi lentamente cosicché la perdita visiva è
di solito graduale, non improvvisa. Alcuni pazienti noteranno un miglioramento
della propria visione per vicino o di poter fare a meno degli occhiali
per lontano.
4 Quali sono i diversi tipi di cataratta?
Cataratta senile: la maggior parte delle cataratte
è legata all'età.
Cataratta congenita: alcuni neonati presentano una cataratta
alla nascita o ne sviluppano una poco dopo. Se si pensa che la cataratta
possa alterare la visione del neonato questa necessita di un trattamento
immediato.
Cataratta secondaria: alcune cataratte si sviluppano
facilmente in pazienti che hanno altri problemi, come il diabete o che
necessitano di terapie prolungate con cortisone.
Cataratta traumatica: una cataratta può svilupparsi
subito dopo un trauma o anche anni dopo.
5 Come si fa la diagnosi di cataratta?
La diagnosi di cataratta si fa durante una visita oculistica completa
che comprende fra l'altro:
determinazione del visus per lontano e per vicino;
esame del cristallino alla lampada a fessura con pupilla dilatata tonometria
ed esame della retina.
6 Come si cura la cataratta?
Per le cataratte iniziali può essere sufficiente cambiare frequentemente
gli occhiali o semplicemente aumentare l'illuminazione. Quando questo
non è più sufficiente, l' intervento chirurgico è
l'unico trattamento efficace. Il chirurgo rimuove il cristallino opaco
e lo sostituisce con uno trasparente di materiale plastico.
La cataratta deve essere operata solo se provoca una alterazione della
vista tale da interferire con le normali attività del paziente.
E' il paziente che decide se e quando fare l' intervento. Se la cataratta
è presente in entrambi gli occhi, il chirurgo non li opererà
nella stessa seduta, ma prima farà quello con cataratta più
avanzata. Raramente la cataratta può essere rimossa per permettere
all' oculista di esaminare ed eventualmente trattare alterazioni retiniche
quali la degenerazione maculare o la retinopatia diabetica. Dopo l'intervento
per cataratta può essere necessario usare occhiali per lontano
e/o per vicino per una precisa messa a fuoco degli oggetti.
La chirurgia della cataratta è una delle operazioni più
comuni effettaute al mondo, ed anche una delle più sicure ed
efficaci.
Più del 90% dei pazienti operati ha una visione dopo l' intervento
migliore di quella precedente. Tuttavia, talvolta, anche con interventi
eseguiti a regola d' arte la visione può non essere così
buona come prima dell' insorgere della cataratta.
7 Come si effettua l' intervento per cataratta?
Il cristallino è avvolto in una capsula trasparente che lo
mantiene in sede. Il chirurgo crea una aperetura nella parte anteriore
di questa capsula è quindi rimuove il cristallino lasciando
la parte posteriore della capsula in sede. Nelle tecniche più
recenti si usano gli ultrasuoni per frammentare il cristallino all'
interno dell' occhio e quindi aspirarlo attraverso una incisione molto
piccola.
Il cristallino è importante per metterte a fuoco le immagini:
dopo che questo è stato rimosso deve essere sostituito. Vi
sono 3 tipi di lenti che lo possono sostituire: le lenti intraoculari,
le lenti a contatto o gli occhiali. Oggi in più del 90% dei
casi si utilizzano le lenti intraoculari. Queste sono piccole lenti
di una plastica speciale che vengono inserite nel sacco capsulare
durante l' intervento di cataratta. Alcuni pazienti non possono ricevere
una lente intraoculare perchè sono intolleranti al materiale
della lente (molto raro), perché la struttura del loro occhi
non lo consiglia o perché hanno altre malattie oculari che
lo impediscono.
8 Cosa succede prima e dopo l' intervento?
Prima dell 'intervento bisogna effettuare alcuni esami che includono
la misurazione della curvatura della cornea e della lunghezza dell'
occhio per stabilire il potere della lente intraoculare. La grande
maggioranza dei pazienti è sveglia durante l' intervento, che
si svolge di solito in anestesia locale, quindi con una piccola quantità
di anestetico iniettata nei tessuti vicini all' occhio. Nuove tecniche
molto recenti e l' abilità del chirurgo permettono di eseguire
l' intervento anche in anestesia topica, ovvero con la sola instillazione
di alcune gocce di anestetico nell' occhio poco prima che l' intervento
cominci.La maggioranza dei pazienti può andare a casa poco
dopo l' intervento. Pochissimi richiedono una osservazione più
prolungata, di alcune ore, talvolta fino al giorno dopo. E' normale
sentire una sorta di prurito, una lieve pesantezza delle palpebre
e
talvolta un leggero dolore che può essere trattato con un antidolorifico
(non quelli della famiglia dell' aspirina che favoriscono le emorragie).
Dopo un paio di giorni la sensazione fastidiosa dovrebbe essere scomparsa
e la guarigione completa avviene circa dopo un mese. Subito dopo l'
intervento vi sono dei controlli da eseguire dopo un giorno, una settimana
e un mese; il paziente dovrà instillare uno o più tipi
di gocce, di solito antiinfiammatori e antibiotici.
I problemi dopo l' intervento sono rari, ma possono verificarsi: essi
includono l' infezione, l' emorragia, un aumento della pressione intraoculare,
eccessiva infiammazione e distacco della retina. Tutti questi problemi,
una volta diagnosticati tempestivamente, possono essere trattati.
Alcuni sintomi del paziente meritano attenzione e un immediato controllo:
questi sono la comparsa di un forte dolore persistente, l' improvvisa
diminuzione della vista e la visione di lampi di luci o molti puntini
neri che fluttuano davanti all' occhio.
9 Quando la visione ritorna normale dopo l' intervento?
Immediatamente dopo l' intervento il paziente può leggere o
guardare la televisione, ma la visione può essere annebbiata.
Dopo alcuni giorni si rischiara, ma può essere necessario un
po' più di tempo perche l' occhio operato riprenda a funzionare
in armonia con l' altro occhio.
Questo dipende dallo stato dell'altro occhio (per esempio la presenza
di cataratta ) o da una certa differenza fra le lenti necessarie ai
due occhi per la messa a fuoco più fine.
Talvolta dall' occhio operato i colori assumono una leggerissima tonalità
bluastra o vi è una diversa sensibilità alla luce. Di
solito in poche settimane tutti questi problemi di adattamento scompaiono.
10 La cataratta può ritornare?
No, una volta che il cristallino è stato rimosso la cataratta
non può ritornare. In alcuni casi però, la capsula posteriore
su cui poggia la lente intraoculare può perdere trasparenza.
Questa evenienza si chiama cataratta secondaria e a differenza della
cataratta precedente, si può trattare con il laser. La tecnica
si chiama capsulotomia Yag laser e consiste nel creare una piccola
apertura nella parte centrale della capsula posteriore per permettere
alla luce di passare indisturbata. Il trattamento è strettamente
ambulatoriale, si fa sempre in anestesia topica (instillazione di
alcune gocce di anestetico nell'occhio) e non è dolorosa.
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