Viene verificato il gruppo
sanguigno e accettato il Consenso informato chiedendo se ci
sono cose poco chiare o non capite. Si pone l’attenzione
sul fatto che la paziente abbia compreso la percentuale del
rischio insito nella procedura stessa, che in letteratura
risulta in un incremento del rischio di aborto dopo amniocentesi
pari allo 0,5% (1:200) anche se è opinione di molti
che, con le tecniche attuali, il rischio sia più realisticamente
stimabile intorno a 0,3% (1:333).
Viene verificato se esistano
dati patologici particolari nell’anamnesi della paziente
che possano avere attinenza con la procedura (epatite, altre
malattie infettive, precedenti aborti, masse pelviche).
Viene eseguita un’ecografia
preliminare. Non è necessario un controllo morfologico,
ma l’esame non deve essere affrettato. Si misurano BPD
e femore e ci si assicura della presenza del battito cardiaco
fetale, si esclude una gravidanza gemellare o la presenza
di evidenti malformazioni. Terminata l’ecografia, il
gel deve essere rimosso con attenzione.
Viene fatto controllare
alla paziente l’esattezza del proprio nome scritto sull’etichetta
della provetta in cui verrà messo il liquido amniotico
prelevato da inviare al Laboratorio di Citogenetica prenatale
dell’Ospedale Galliera.
La disinfezione della
cute deve essere fatta con Betadine ricordandosi di verificare
se la paziente fosse allergica allo iodio. In questo caso
utilizzare amuchina.
Dal punto di vista tecnico,
il prelievo, eseguito per via transaddominale, sotto controllo
ecografico continuo si articola in alcuni tempi della durata
complessiva di pochi minuti:
1. preparazione di un tavolino sterile su cui appoggiare:
gel sterile, bacinella con disinfettante,
alcuni batuffoli per la disinfezione
della cute, 1 ago da amniocentesi, siringa da 20 cc.,
raccordo per la siringa.
2. esame ecografico per localizzare il punto dove dove infiggere
il sottile ago per effettuare
il prelievo possibilmente senza toccare
la placenta ed il feto.
3. disinfezione dell’addome con un antisettico (Betadine).
4. copertura dell’addome con telino sterile.
5. infissione di un sottile ago da amnicentesi (0,7 mm. di
diametro, 22G) fino al punto
prescelto per l’aspirazione.
6.
prelievo di c.a 18 cc. di liquido amniotico con siringa.
7. estrazione dell’ago e protezione del punto di infissione
con cerotto sterile
8. passaggio del liquido amniotico in provetta sterile
e successivo trasferimento al
Centro di Citogenetica
9. successivo controllo ecografico per valutare la vitalità
del feto.
L’amniocentesi viene
eseguita normalmente a mano libera sotto controllo ecografico
continuo con sonda convex. Viene utilizzato un ago spinale
da 22 G. Nei casi particolarmente difficili può essere
usato un adattatore da biopsia. E’ convinzione comune
che fino a tre punture consecutive nel corso della stessa
seduta non modifichino il rischio di aborto. Al termine della
procedura viene sempre mostrato alla paziente l’attività
cardiaca del feto.
Le pazienti con Rh negativo
devono effettuare la immunoprofilassi anti-D, per la quale
è necessario il consenso informato. Le pazienti Rh
negative con partner Rh negativo che lo richiedono possono
non essere sottoposte ad immunoprofilassi. Tuttavia è
consigliabile un colloquio separato con queste pazienti, senza
i partner.
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